Labiopalatoschisi

Con il termine di Labiopalatoschisi si intende una malformazione congenita del volto, dovuto alla mancata fusione, in fase embrionaria, di alcune strutture.
La Labiopalatoschisi è più frequente di quanto si pensi. Infatti può colpire un bimbo su 800/1000.
Le cause sono sconosciute. Si pensa a malattie intercorrenti nei primi tre mesi di gravidanza o a carenza di alcune sostanze nella alimentazione materna (es ac folico).
Si parla per questo di cause multifattoriali.

La Labiopalatoschisi non è ereditaria, anche se si ravvede una certa predisposizione in famiglie in cui ci sono già stati dei casi. Si manifesta con una fissurazione del labbro superiore che può riguardare anche il mascellare superiore fino a raggiungere il palato. In questo caso si parla di Labiopalatoschisi.
La Labioschisi può essere completa o incompleta a secondo che interessi solo il labbro o anche il mascellare (Labiognatoschisi).
Quando la schisi interessa solo il palato si parla di Palatoschisi e può riguardare sia il palato duro che quello molle o solo il palato molle e l’ugula .
La Labioschisi e tuttie le sue varianti può essere monolaterale o bilaterale (30% dei casi).
Mentre la sola labioschisi rappresenta un difetto prevalentemente estetico, tutte le altre manifestazioni implicano una alterazione funzionale fonetica, dentale e alimentare.

Per tutti questi motivi la correzione chirurgica deve avvenire abbastanza precocemente.
Vi sono vari protocolli, ma in realtà si varia dai 4 mesi per le labioschisi all’anno per la palatoschisi.
Sarà il chirurgo, in base alla gravità del difetto, a comportarsi secondo la sua esperienza.

Vi sono varie tecniche e di solito il chirurgo utilizza quella che ritiene più affidabile per il singolo caso.
E’ necessario ricostruire tutte le componenti tissutali (cute, muscolo, osso) con grande precisione.
Il labbro ed il naso per l’aspetto estetico, l’osso mascellare per la dentizione, la muscolatura del palato molle per la fonesi e la mucosa del palato duro (anteriore) per la fonesi e l’alimentazione (eliminare il passaggio di aria e cibo/liquidi dalla cavità orale al naso).

Spesso sono necessarie correzioni in tempi successivi per migliorare l’aspetto estetico del labbro e del naso.

La diagnosi può essere fatta al 5° mese di gravidanza dal ginecologco ecografista. In questa fase non sempre si può evidenziare il palato.
Naturalmente, a seconda dei casi, ossia in quelli più complessi si necessita del supporto di specialisti quali l’ortodontista, il logopedista, lo psicologo, il genetista ed altri.

Prima della nascita del bambino, una volta fatta la diagnosi, è utile per i genitori un colloquio, oltre che con il chirurgo plastico, quello con lo psicologo per affrontare al meglio lo sfortunato evento.

A conforto dei genitori possiamo affermare che oggi disponiamo di tecniche chirurgiche che consentono risultati ottimi sia dal punto di vista estetico che funzionale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *