Esiti cicatriziali da ustione e non

Le cicatrici hanno sempre rappresentato “il problema” sia per i pazienti che per i chirurghi plastici.

Esse sono l’inevitabile esito di ogni “insulto” si provochi sui nostri tessuti.
Essendo la cute il nostro mantello, è certa la loro visibilità.
È un processo fisiologico di riparazione, sia spontaneo che pilotato.
È purtroppo luogo comune che possano essere invisibili, soprattutto se eseguite da uno specialista. Ciò è legato alla mediocre informazione mediatica, a volte voluta anche dai chirurghi stessi, con scarsa buonafede.
Il paziente le crede invisibili ed a taluni chirurghi fa comodo farglielo credere.
Naturalmente questo fa riferimento alle cicatrici esito degli interventi chirurgici di elezione (chirurgia estetica).
In realtà noi conosciamo bene come si sviluppa il processo di riparazione delle ferite, ma non sappiamo tutt’oggi come, perché e su chi si sviluppino cicatrici non normotrofiche (ossia esteticamente poco visibili).
In taluni casi si possono presentare esiti cicatriziali ipertrofici (il cosiddetto cordoncino) o addirittura cheloidei (evento non frequente nella razza bianca).
Gli studi si sono rincorsi nel corso dell’ultimo secolo svariando da teorie genetiche a quelle biochimiche ed istologiche unite ad una certa predisposizione. Anche le sedi corporee dove sono presenti rappresentano una percentuale di rischio (per esempio nella regione cervicale anteriore, nelle ascelle, nella regione sternale, nel cavo popliteo e altro).
Non abbiamo ancora una risposta univoca.
Sappiamo che istologicamente si nota un caos cellulare nello strato dove è presente il collagene, che non è disposto in fibre parallele.

La cicatrice ha una evoluzione che può durare da 6 mesi ad un anno.
Qualora si fosse in presenza di una ipertrofia si possono approntare terapie mediche (creme non miracolose, ma adiuvanti), cerotti compressivi, cortisonici per infiltrazione intralesionale, con risultati soddisfacenti.
Per la correzione di cicatrici deturpanti o limitanti la funzione, la chirurgia plastica ha a disposizione numerose tecniche atte a migliorarne sia l’aspetto che la funzionalità.
E’ di questi anni l’uso di cellule staminali, prelevate da tessuto adiposo (lipofilling), con risultati incoraggianti.
I pazienti che ne sono affetti sono quelli che hanno subito traumi e ustioni.
Anche nel caso della cicatrice esito di ustioni/traumi, la prevenzione gioca un ruolo determinante.

Per la correzione di questo tipo di cicatrici è indispensabile rivolgersi a specialisti con radicata esperienza in chirurgia plastica traumatologica e delle ustioni.

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